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Merda
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mweqMerda è un mwegsostantivo della mwewlingua italiana che, nella sua accezione primaria, indica le mwfafeci mwfqumane o mwfganimali. È principalmente usato in ambito colloquiale ed è ritenuto un termine mwfwvolgare, normalmente da evitare in contesti formali. La sua etimologia appare collegata al tema mwga*mard (da una forma fondamentale mwgqsmard-), come ad esempio mwggsmradu, lituano mwgwsmirdas (puzzare), o anche il greco mwhasmerdalèos (orrido).cite-ref-1[1]
Contents
• Note
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Linguistica
«vidi un col capo sì di merda lordo
che non parëa s'era laico o cherco.»
(Dante, Inferno XVIII, 116-117)
Origine e significato
La naturale sensazione di disgusto per gli escrementi (detta mwjwcoprofobia) è alla base della valenza negativa che molte mwkaculture vi associano. Nell'italiano moderno, questa valenza negativa si riscontra pienamente nella parola mwkqmerda, ed è mitigata nei suoi molti sinonimi. Il termine mwkgmerda è considerato generalmente una mwkwparolaccia, e il suo uso al di fuori del linguaggio colloquiale è oggi deprecato come offensivo, oppure come espressione volgare per manifestare le proprie idee riguardo alle diverse situazioni che possono essere di disagio o negative. Viene usato in modo mwlavolgare per insultare una persona o un oggetto.
L'uso come qualificativo e interiezione
Un caso particolare è la locuzione mwnqdi merda (o mwngmerda di), usata come qualificativo in senso di mwnwpessimo: «una situazione di merda», una situazione spiacevolissima; «un uomo/pezzo di merda», un uomo esecrabile, un farabutto; ricorre frequentemente nelle esclamazioni del linguaggio triviale: «Che merda di film!». L'espressione «essere/stare/trovarsi nella merda» significa essere nei guai. Tra le frasi mwoapolirematiche, possiamo citare «avere la merda fino al collo» e «essere una merda». Si può usare anche l'espressione «Che merda!» per indicare una situazione sfortunata.
Sinonimi e alternative lessicali
Esistono per quasi tutti gli usi linguistici, per ogni mwpqdialetto, diverse alternative alla parola merda.
La parola "merda" in cinque lingue romanze
• Italiano: mwqqla merda
• mwqwFrancese: mwrala merde
• mwrgSpagnolo: mwrwla mierda
• mwsqPortoghese: mwsga merda
• mwtaCatalano: mwtqla merda
L'uso della merda nell'arte e nella letteratura
Nel passo dantesco di Inf. XVIII, 116-117 («vidi un col capo sì di merda lordo / che non parea s'era laico o cherco»), c'è un uso "comico" della parola. Siamo in Malebolge, seconda bolgia, nello sterco sono tuffati adulatori e lusingatori. Il personaggio dei due versi è il lucchese mwwgAlessio Interminelli. Vicino a lui la mwwwmeretrice mwxaTaide (di cui parla il poeta latino mwxqTerenzio), «sozza e scapigliata», chiamata da mwxgDante «la mwxwputtana» (v. 133).
L'atto di mwyqmangiare la merda è un classico della mwygsatira di tutti i tempi. C'è un aspetto mwywantropologico legato al mangiare la merda e un aspetto mwzapsicologico che colpisce nel profondo. Anticamente era un rito della mwzqclownerie religiosa insieme col bere l'mwzgurina: mwzwoscenità mwaaapotropaiche che celavano sottili valenze mwaqsimboliche. Gli esempi più illustri si possono ritrovare nei classici di mwagAristofane, mwawPlauto, mwbaRabelais, mwbqSwift e mwbgSterne.
L'autore satirico mwcaDaniele Luttazzi ha dichiarato che «la satira ha nella merda la sua mwcqpietra filosofale». In uno mwcgsketch della trasmissione mwcwmwdaSatyricon, Luttazzi mangiava uno spuntino a base di merda da un elegante vassoio d'argento. Il comico ha, successivamente, spiegato: «c'è un legame fra comicità e televisione in particolare: il fatto del corpo in primo piano che può essere esacerbato da certi mwdqsketch. E lì ero ben consapevole del caos che si sarebbe scatenato: mangiando, facendo quel gesto. In realtà era un gesto mwdgcristico, assumevo su di me la merda del mondo e della televisione.»
Recentemente, mweaMarco Paolini in un suo spettacolo ha presentato l'aneddoto del mangiare la merda come punizione da ragazzi per chi non avesse superato una prova di coraggio. Interrotti per motivi esterni, uno dei ragazzi si recava di notte a mangiare la sua parte, e Paolini descriveva il gesto in modo epico, come fosse quella la vera prova di coraggio.
Il mwegpremio Nobel per la letteratura mwewDario Fo, intervistato durante la trasmissione mwfaSatyricon, ha citato come esempi dell'uso della merda nella satira e nel mwfqteatro: mwfgLa fame dello Zanni di mwgaRuzante, un mwgqcanovaccio in cui mwggArlecchino si cala le brache e lancia la cacca (finta) addosso al pubblico.
Un uso comune dei lavoratori di teatro in vari paesi del mondo, sia per quanto riguarda gli attori che per quanto riguarda il personale tecnico, è augurarsi il successo con le parole "Merda, merda, merda!" Questa usanza deriva dal fatto che, in passato, agli spettacoli di successo accorrevano molti nobili con le loro carrozze e cavalli, riempiendo di escrementi i dintorni del teatro. Quindi, più merda c'era per terra, maggior successo aveva lo spettacolo.
Citata goliardicamente dagli mwhqmwhgAmici miei del film di mwhwMonicelli (un grande esempio di commedia del cinema italiano degli mwiaanni settanta) nell'aria della "mwiqcacatella longa longa... filulella squacquarella" cantata a squarciagola dai quattro amici nell'ospedale dov'erano allora pazienti, e indirizzata alle sorelle di quel ricovero. L'uso che ne viene fatto in questo caso ha solo del provocatorio e del goliardico: il loro comportamento li spinge a rompere due tabù, cioè a parlare di mwigmerda davanti a delle suore (con l'intenzione di sembrare realmente malati di testa, o semplicemente stupidi). Ciò è solo per compiere costantemente delle bonarie e gratuite trasgressioni. Nella scena seguente questo loro comportamento farà scattare l'ira e la vendetta del primario, che si rivelerà più goliardico e sadico di loro altri.cite-ref-pompy-2-0[2]
Altri esempi
• Il mwkgGirone della merda è una delle tre partimwkw – precisamente la secondamwla – del mwlqfilm mwlgSalò o le 120 giornate di Sodoma di mwlwPier Paolo Pasolini.
• mwnwMerda d'artista è un'opera di mwoaPiero Manzoni, dove l'artista inserisce in piccole scatolette i propri escrementi, trasformandoli, così, in vere e proprie opere d'arte.cite-ref-4[4]
• mwpgmwpwMerdeide è un poema seicentesco di mwqaTommaso Stigliani dedicato, appunto, alla "mwqqepopea" della merda.
• mwqwDante Alighieri scrisse due volte la parola merda nell'mwraInferno:
• mwrwE mentre ch'io là giù con l'occhio cerco, / vidi un col capo sì di merda lordo, / che non parëa s'era laico o cherco. (mwsaInferno - Canto diciottesimo versi 115-117);
• mwsgTra le gambe pendevan le minugia; / la corata pareva e 'l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia. (mwswInferno - Canto ventottesimo, versi 25-27).
Oltre alla variante a proposito di mwtgTaide: mwtwquella sozza e scapigliata fante / che là si graffia con l'unghie merdose (mwuaInferno - Canto diciottesimo versi 130-131).
• mwuwMozart faceva spesso riferimento alla mwvamerda nelle lettere che scriveva alla cuginetta Bäsle.
• Il generale mwvgCambronne, ufficiale mwvwnapoleonico, rispose con questa unica e incisiva parola alla proposta di resa avanzata dai vincitori di mwwaWaterloo. (Vale la pena di precisare come in francese il vocabolo abbia un'accezione che l'italiano non conosce, ossia "rispondere picche", "dire di no".) Il sacrificio della vecchia Guardia consentì al resto dell'esercito francese di ripiegare abbastanza ordinatamente verso Parigi, sfuggendo all'annientamento.
• mwwgConfessioni di un artista di merda (mwwwConfessions of a crap artist) è un romanzo di mwxaPhilip K. Dick.
• mwxgVita, morte e miracoli di un pezzo di merda è il titolo dell'autobiografia di mwxwPaolo Villaggio.
• mwyqL'inno del corpo sciolto, canzone di mwygRoberto Benigni.
• mwzaUbu re di mwzqAlfred Jarry è un'opera teatrale che inizia con la parola mwzgMerdre, esclamazione ripetuta più volte dal protagonista. Père Ubu ha anche come suo attributo il mwzwbastone da Merdre, che offre per pasto ai suoi invitati o agita come uno scettro del potere.
Nella cultura di massa
• La "merda", insieme ai suoi sinonimi più o meno volgari, è identificata col numero "71" nella mw0w"smorfia" napoletana.cite-ref-5[5]
• Nella puntata 05x01 di mw2qSouth Park la parola "shit" (merda) viene ripetuta ben 162 volte. Nella versione italiana è stata tradotta quasi sempre letteralmente in "merda"; in alcune scene dell'episodio, tuttavia, è sostituita da sinonimi come "popò".
Note
cite-note-11. ↑ mw4aVoce "merda", dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani.
cite-note-pompy-22. ↑ mw5amw5qmw5gL'audio della "Cacatella filulella estratto dal film Amici Miei (1975) (mw5wmw6aWAV), su mw6qhokutoaudioteca.it.
cite-note-33. ↑ mw7qmw7gmw7wThe Edinburgh Journal of Gadda Studies, su mw8agadda.ed.ac.uk. mw8qURL consultato il 12 giugno 2016.
cite-note-44. ↑ mw9qGiuseppe Nifosì, mw9gmw9wPiero Manzoni e la sua Merda d’artista, su mw-aArte Svelata, 4 novembre 2020. mw-qURL consultato il 14 settembre 2022.
Bibliografia
• mwaqc(EN) Persels J. e Ganim R., Fecal Matters in Early Modern Literature and Art: Studies in Scatology, Ashgate, 2004, ISBN 9780754641162.
• mwaqk(EN) Bourke, John Gregory, mwaqomwaqsScatologic Rites of all Nations, Pref. Sigmund Freud, Lowdermilk (Washington, D.C.), 1891 - Trad. it. a cura di mwaqwMario Biondi: mwaq0Escrementi e civiltà, Guaraldi, 1971 (nella redazione Guaraldi a Firenze si usava come titolo provvisorio scherzoso del libro l'espressione "mwaq4Merda e cultura").
• mwara(EN) Henderson, Jeffrey, mwaremwariThe Maculate Muse: Obscene Language in Attic Comedy, Oxford University Press, 1991, ISBN 0195066855.
• mwaru(EN) Slater, W. J., review of mwarymwarcThe Maculate Muse: Obscene Language in Attic Comedy by Jeffrey Henderson. mwargPhoenix, Vol. 30, No. 3 (Autumn, 1976), pp.mwark 291–293, doi:10.2307/1087300.
Voci correlate
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